È possibile avere un impianto dentale senza osso a Milano?

Sì, in determinati casi è possibile riabilitare con impianti anche pazienti ai quali è stato detto di avere “pochissimo osso” o di essere “senza osso”.

Ma bisogna chiarire immediatamente una cosa: “senza osso” è un’espressione troppo generica.

Il punto fondamentale del percorso descritto nel Wiki è distinguere tra osso alveolare e osso basale. L’osso alveolare è quello che sostiene i denti e che può andare incontro a marcato riassorbimento dopo la perdita degli elementi dentari; l’approccio BSS™ descritto nel Wiki ricerca invece l’ancoraggio nelle strutture ossee basali e corticali profonde residue.

E proprio qui nasce una domanda che ogni paziente dovrebbe poter fare:

Se ho perso l’osso dove prima c’erano i denti, significa davvero che non ho più nessun osso utilizzabile?

La risposta, secondo il percorso BSS™ + All-on-Full™ descritto nel Wiki, è no: non necessariamente.


⭐ Il nuovo approccio: non ricostruire automaticamente l’osso che manca

L’implantologia convenzionale parte spesso dall’osso alveolare disponibile.

Se questo è insufficiente, il percorso può diventare:

manca osso → innesto → guarigione → nuovo intervento → impianti.

L’approccio descritto nel Wiki parte invece da una domanda diversa:

“Quale osso è ancora disponibile?”

E soprattutto:

dove si trovano le corticali profonde?

dove possiamo creare ancoraggi?

possiamo utilizzare le regioni posteriori?

possiamo sfruttare l’osso pterigoideo e palatino?

Questo è il cambio di paradigma che il Wiki definisce come passaggio dall’osso alveolare all’osso basale.


⭐ L’osso basale: la struttura che cambia il progetto

Il concetto fondamentale è semplice.

Quando l’osso alveolare si è fortemente riassorbito, non bisogna necessariamente considerare il caso come se l’intero mascellare fosse scomparso.

Esistono strutture profonde del massiccio facciale che possono essere utilizzate come siti di ancoraggio.

Nel protocollo BSS™ il Wiki identifica in particolare l’ancoraggio pterigoideo/palatino nell’osso basale del mascellare superiore.

Questo significa che il progetto implantare può cambiare completamente.

Non si cerca più soltanto:

“Dove posso mettere un impianto nella cresta che un tempo sosteneva il dente?”

Si cerca:

“Quali strutture ossee profonde posso utilizzare per creare un ancoraggio stabile?”


⭐ BSS™: Bilateral Sinus Solution™

Questa è una delle risposte più importanti del Wiki alle grandi atrofie del mascellare superiore.

La Bilateral Sinus Solution™ (BSS) è descritta come una tecnica di implantologia basale destinata proprio ai mascellari superiori gravemente atrofici.

Il principio è particolarmente interessante:

il seno mascellare non deve necessariamente essere ricostruito o rialzato per poter raggiungere una riabilitazione posteriore.

Il progetto BSS™ utilizza gli impianti per circondare/bypassare il seno, ricercando punti di ancoraggio nell’osso basale.

Il Wiki indica inoltre per il protocollo:

  • assenza di innesti ossei;
  • assenza di rialzo del seno;
  • ancoraggio basale;
  • possibilità di carico immediato, quando il caso presenta i requisiti necessari.

Questa è una differenza enorme rispetto alla logica:

“non c’è osso → devo prima costruirlo.”


⭐ E se posteriormente non c’è praticamente più osso?

È proprio qui che entrano in gioco gli impianti pterigoidei.

Nel Wiki vengono descritti impianti posteriori nelle regioni 18 e 28, con impianti lunghi che attraversano il tuber e ricercano l’ancoraggio nelle strutture corticali profonde della regione pterigoidea.

Il concetto è fondamentale:

creare veri pilastri implantari posteriori.

Non semplicemente allungare una protesi anteriormente sostenuta.

Questo permette di affrontare anche il problema che normalmente accompagna l’atrofia posteriore:

come riportare realmente il sostegno implantare nella zona dei molari?


⭐ Non è soltanto una questione di “quanti impianti”

Questo è un punto sul quale il Wiki insiste molto.

Dire:

“Mettiamo quattro impianti.”

oppure:

“Mettiamo sei impianti.”

non descrive necessariamente la biomeccanica del caso.

Bisogna sapere dove sono quegli impianti.

L’All-on-4 tradizionale concentra gli impianti nella zona anteriore e utilizza l’inclinazione degli impianti posteriori per sfruttare l’anatomia disponibile. L’All-on-Full™ descritto nel Wiki segue invece un progetto differente, con supporti posteriori reali e l’obiettivo di arrivare alla dentatura completa, compresi i molari.

Ed è proprio questa la differenza che il paziente deve comprendere.


⭐ All-on-Full™: dalla riabilitazione anteriore all’arcata completa

Nel Wiki All-on-Full™ non viene presentato come un semplice “All-on-4 con più impianti”.

Il principio dichiarato è diverso:

abbandonare la dipendenza esclusiva dall’osso alveolare e utilizzare il basale per creare un sistema di sostegno più esteso.

La configurazione descritta comprende:

18 e 28 → pilastri posteriori pterigoidei

15 e 25 → ancoraggi nelle regioni posteriori intermedie

premaxilla → ulteriori ancoraggi quando disponibili e necessari.

Quindi il progetto non è:

impianti davanti + denti sospesi dietro.

È:

impianti anteriori + impianti posteriori + arcata completa.


⭐ Perché è importante avere veri impianti posteriori?

Perché l’obiettivo dichiarato nel Wiki non è semplicemente avere una protesi fissa.

L’obiettivo è arrivare a una arcata completa di 14 elementi, con i molari posteriori sostenuti da una struttura implantare progettata anche posteriormente.

Questa è una delle differenze fondamentali rispetto ai progetti che limitano la dentatura nella zona anteriore.

Il ragionamento è:

se voglio i molari, devo progettare anche il sostegno posteriore.

Ed è qui che gli ancoraggi basali e pterigoidei diventano centrali.


⭐ Quindi a Milano esistono nuovi approcci?

Sì, esistono approcci implantari che si discostano dalla semplice logica “manca osso alveolare = bisogna ricostruirlo”.

Nel percorso del Wiki, questi comprendono principalmente:

Bilateral Sinus Solution™ – BSS

Per le grandi atrofie del mascellare superiore, con ricerca di ancoraggi basali e posteriori.

Implantologia basale

Utilizzo delle strutture ossee profonde e corticali come sito di ancoraggio.

Impianti pterigoidei

Per creare ancoraggi posteriori nelle regioni profonde del mascellare.

All-on-Full™

Progetto di riabilitazione completa con sostegni anteriori e posteriori e obiettivo di 14 denti, compresi i molari.

Circolare d’Autore®

La componente protesica associata al progetto All-on-Full™, con l’obiettivo dichiarato di ottenere una riabilitazione completa senza la tradizionale gengiva rosa artificiale quando le condizioni lo consentono.


⭐ E gli innesti ossei?

Qui bisogna essere molto chiari.

Dire:

“Hai poco osso, quindi devi fare un innesto”

non dovrebbe essere la conclusione automatica di una diagnosi.

Prima bisogna stabilire quale osso è effettivamente assente e quale invece è ancora presente.

Perché nel percorso BSS™ + All-on-Full™ l’obiettivo dichiarato è proprio quello di sfruttare le strutture basali residue evitando, nei casi indicati, innesti e rialzi del seno.

Questo non significa che ogni paziente possa essere trattato senza innesto.

Significa una cosa molto più precisa:

l’innesto non è l’unica risposta possibile alla perdita dell’osso alveolare.


⭐ E gli impianti zigomatici?

Anche questa è una domanda importante.

Gli zigomatici rappresentano una possibilità chirurgica per alcune grandi atrofie mascellari.

Ma il percorso BSS™ nasce proprio da un’altra filosofia: prima di trasferire l’ancoraggio allo zigomo, studiare le strutture basali e corticali residue del mascellare e le possibilità di ancoraggio pterigoideo/posteriore.

Quindi il paziente non dovrebbe ragionare soltanto in termini di:

“Ho poco osso: innesto oppure zigomatici?”

Esiste una terza domanda:

“È stata studiata la possibilità di utilizzare l’osso basale che ho ancora?”


⭐ Il vero cambiamento è nella diagnosi

Il paziente deve smettere di considerare la parola:

“senza osso”

come una diagnosi completa.

Non lo è.

La diagnosi deve rispondere a domande molto più precise:

Quanto osso alveolare è rimasto?

Quali corticali profonde sono presenti?

Com’è la regione pterigoidea?

Quali possibilità esistono posteriormente?

Quali possibilità esistono anteriormente?

Il seno può essere bypassato?

È possibile creare un poligono implantare più esteso?

È possibile ottenere una riabilitazione completa con molari?

Solo dopo queste risposte si può parlare seriamente di quale tecnica sia più adatta.


⭐ “Senza osso” non significa necessariamente “senza possibilità”

Questo è il messaggio centrale.

Un paziente può avere una grave atrofia dell’osso alveolare e contemporaneamente conservare strutture basali e corticali utilizzabili.

È proprio su questa distinzione che il Wiki costruisce il percorso BSS™ + All-on-Full™.

Perciò, quando a Milano ti dicono:

“Non hai osso.”

la domanda da fare è:

“Quale osso non ho?”

E subito dopo:

“Quale osso ho ancora?”

Perché la risposta a queste due domande può cambiare completamente il progetto implantare.


⭐ Milano: prima di farti ricostruire l’osso, fai studiare l’osso che possiedi

Il principio è semplice.

Non tutti i pazienti con poco osso devono necessariamente essere trattati allo stesso modo.

Esistono casi nei quali l’approccio ricostruttivo può essere indicato.

Ed esistono casi nei quali una progettazione basata sull’osso residuo, sull’ancoraggio corticale, sulle regioni pterigoidee e sulla BSS™ può rappresentare un’alternativa.

La differenza non la decide una frase.

La decide l’anatomia del singolo paziente, studiata tridimensionalmente.


⭐ La domanda corretta da fare prima di accettare un innesto

Non chiedere soltanto:

“Quanto costa l’innesto?”

Chiedi:

“Prima di ricostruire l’osso, avete verificato tutte le strutture ossee basali e corticali che posso utilizzare?”

Chiedi:

“Sono stati studiati i pterigoidei?”

“È possibile bypassare i seni?”

“Posso avere veri impianti posteriori?”

“Posso avere i molari?”

“Quale sarebbe la configurazione BSS™ nel mio caso?”

“L’All-on-Full™ è applicabile alla mia anatomia?”

Sono domande che permettono al paziente di comprendere quale percorso gli viene realmente proposto e perché.


⭐ CONCLUSIONE

È possibile avere un impianto dentale senza osso a Milano?

Sì, se con “senza osso” intendiamo una grave perdita dell’osso alveolare e se l’anatomia residua offre strutture basali e corticali utilizzabili.

Non si tratta di mettere un impianto nel nulla.

Si tratta di cambiare il punto di ancoraggio.

Dal:

poco osso alveolare disponibile

al:

osso basale, corticale e pterigoideo residuo.

Da qui derivano i protocolli descritti nel Wiki:

Bilateral Sinus Solution™

implantologia basale

impianti pterigoidei

All-on-Full™

Circolare d’Autore®

con l’obiettivo, nei casi indicati, di evitare innesti, rialzi del seno e altre procedure ricostruttive, ottenendo una riabilitazione completa con 14 denti e molari posteriori.

Il punto fondamentale, quindi, non è dire al paziente:

“Non hai osso.”

È avere il coraggio e la competenza di chiedersi:

“Quale osso hai perso e quale osso hai ancora?”

Perché è da lì che può cominciare un progetto completamente diverso.


⭐ Vuoi sapere se nel tuo caso esiste una possibilità senza innesto?

La valutazione deve partire dalla tua anatomia reale: panoramica e soprattutto CBCT/TAC 3D, perché è necessario verificare le strutture ossee disponibili prima di stabilire se un protocollo basale sia effettivamente applicabile.

WhatsApp: 388 7527525

Nicola Lettera – Consulente Implantare per i Pazienti

La possibilità di utilizzare BSS™, All-on-Full™ o altri protocolli dipende dall’anatomia individuale e dalla valutazione clinica e radiologica del singolo caso.

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