⭐ FALLIMENTI ZIGOMATICI A MILANO
Quando il problema non è soltanto l’impianto: è capire se lo zigomatico era davvero necessario
Quando un paziente viene definito:
«senza osso»
e il mascellare superiore è gravemente atrofico, una delle soluzioni che può essere proposta è l’implantologia zigomatica.
Il ragionamento è comprensibile:
se l’osso mascellare disponibile è insufficiente, si cerca un ancoraggio più profondo, utilizzando l’osso zigomatico.
Ma quando un paziente arriva a Milano dopo un problema con impianti zigomatici, la domanda non dovrebbe essere semplicemente:
«Come sostituiamo lo zigomatico?»
La domanda precedente è molto più importante:
«Perché siamo arrivati allo zigomatico?»
E ancora:
«Prima di utilizzare lo zigomo, è stata studiata tutta l’anatomia mascellare e sono stati cercati i pilastri basali e posteriori disponibili?»
È qui che il paradigma raccontato dal Wiki cambia completamente prospettiva.
Il Wiki parte infatti dalla distinzione tra osso alveolare e osso basale e sostiene che la frase «non c’è più osso» può riferirsi alla perdita dell’osso alveolare senza significare necessariamente assenza di strutture ossee profonde utilizzabili.
⭐ 1. CHE COS’È UN IMPIANTO ZIGOMATICO?
L’impianto zigomatico è una soluzione chirurgica avanzata utilizzata in determinate situazioni di grave atrofia del mascellare superiore.
La sua caratteristica fondamentale è che l’ancoraggio non viene cercato esclusivamente nella mascella atrofica, ma nello zigomo, cioè nell’osso zigomatico.
Questo significa che non stiamo parlando di un normale impianto inserito nella cresta alveolare.
È una chirurgia completamente diversa.
Ed è proprio per questo che il paziente deve capire una cosa:
lo zigomatico non dovrebbe essere considerato semplicemente “l’impianto per chi non ha osso”.
È una precisa scelta anatomica.
E ogni scelta anatomica deve nascere da una diagnosi.
⭐ 2. LA DOMANDA DEL WIKI: “SENZA OSSO” DOVE?
Questa è la domanda da cui parte tutto.
Il Wiki distingue:
OSSO ALVEOLARE
quello che circonda i denti e che, secondo il paradigma descritto, va incontro a riassorbimento dopo la perdita dentale;
e:
OSSO BASALE
l’osso profondo e corticale sul quale il metodo raccontato dal Wiki ricerca l’ancoraggio nei casi di grave atrofia.
Quindi quando una persona sente:
«Lei è senza osso, deve fare gli zigomatici»
non dovrebbe fermarsi alla frase.
Dovrebbe chiedere:
«Quale osso è stato studiato?»
Perché una mascella può essere gravemente atrofica nella sua componente alveolare e richiedere comunque uno studio molto più ampio delle strutture profonde.
⭐ 3. IL PROBLEMA NON È DIRE “GLI ZIGOMATICI SONO SBAGLIATI”
Questo va detto chiaramente.
Non è serio sostenere che ogni impianto zigomatico sia sbagliato.
Esistono pazienti con anatomie estremamente complesse nei quali possono essere presi in considerazione.
Il punto del Wiki è differente:
non trasformare lo zigomatico nella conseguenza automatica della diagnosi “senza osso”.
Prima bisogna capire:
- quale osso alveolare è presente;
- quale osso basale è presente;
- quali corticali sono disponibili;
- quali pilastri anteriori esistono;
- quali pilastri posteriori esistono;
- quale rapporto esiste con il seno mascellare;
- quali possibilità offre l’anatomia pterigoidea;
- quale progetto protesico si vuole ottenere.
Solo dopo si può parlare seriamente di protocollo.
⭐ 4. PERCHÉ IL WIKI PARLA DI UN GRANDE SPARTIACQUE?
Il Wiki presenta il proprio paradigma proprio come una divisione tra due modi differenti di leggere l’atrofia.
Da una parte:
«Non c’è più osso alveolare → il paziente è gravemente atrofico → bisogna trovare un’altra struttura dove ancorarsi.»
Dall’altra:
«L’alveolare è riassorbito → studiamo l’intero massiccio facciale → cerchiamo i pilastri basali e corticali disponibili.»
Il Wiki sostiene che il problema nasca quando la diagnosi si ferma al primo livello.
E proprio qui colloca la propria filosofia:
smettere di ragionare soltanto per tecniche e iniziare a ragionare per ossa.
⭐ 5. QUANDO LO ZIGOMATICO DIVENTA LA CONSEGUENZA DELLA DIAGNOSI “SENZA OSSO”
Immaginiamo un paziente che ha perso i denti da molti anni.
La cresta è fortemente riassorbita.
Il seno mascellare è ampio.
Il volume alveolare è ridotto.
Il paziente viene definito:
«senza osso».
Da qui può partire una sequenza:
innesti → rialzi → oppure zigomatici.
Ma il Wiki propone di fermare il ragionamento prima.
Aprire la TAC.
Guardare tutto.
Non soltanto la cresta.
Non soltanto il seno.
Non soltanto il punto in cui sarebbe comodo mettere un impianto convenzionale.
Ma l’intera anatomia.
⭐ 6. E SE IL PAZIENTE HA GIÀ GLI ZIGOMATICI?
A questo punto il problema cambia.
Non stiamo più discutendo teoricamente della scelta iniziale.
Abbiamo un paziente reale che può presentare:
- dolore;
- problemi sinusali;
- instabilità;
- difficoltà protesiche;
- vibrazioni;
- problemi estetici;
- difficoltà nella gestione della protesi;
- problemi biologici o chirurgici.
Il primo errore sarebbe dire:
«Lo zigomatico non funziona, quindi togliamo tutto e mettiamo qualcos’altro.»
No.
Prima bisogna fare una diagnosi.
Perché sta fallendo?
⭐ 7. PROTESI CHE VIBRA: NON È UNA COSA DA IGNORARE
Quando il paziente dice:
«La mia protesi vibra.»
non bisogna liquidare il problema dicendo semplicemente:
«È normale, perché gli impianti sono diversi.»
La protesi è collegata a una struttura implantare.
Quindi bisogna studiare l’intero sistema:
impianti + posizione + distribuzione dei supporti + struttura protesica + contatti occlusali + forze.
Una vibrazione può avere cause differenti.
Può essere necessario valutare:
- passività della struttura;
- connessioni;
- distribuzione dei carichi;
- posizione degli impianti;
- estensione posteriore;
- stabilità dei pilastri;
- condizioni dei tessuti;
- progettazione protesica.
Quindi:
una protesi che vibra non è semplicemente una protesi da stringere.
È un segnale che richiede una diagnosi biomeccanica.
⭐ 8. SINUSITE: PERCHÉ IL RAPPORTO CON IL SENO È COSÌ IMPORTANTE?
Questo è uno dei punti più delicati.
Gli impianti zigomatici attraversano regioni anatomiche molto vicine al seno mascellare e il rapporto tra impianto, seno e tessuti circostanti deve essere valutato attentamente.
Quando compare una problematica sinusale, il paziente non dovrebbe ricevere soltanto una risposta del tipo:
«È una sinusite, prendiamo un farmaco.»
Bisogna capire:
- quale sia la causa;
- il rapporto anatomico tra impianto e seno;
- le condizioni della membrana sinusale;
- la presenza di eventuali comunicazioni o alterazioni;
- la posizione reale dell’impianto;
- le condizioni protesiche;
- se il problema sia locale, chirurgico, sinusale o multifattoriale.
Il sintomo è:
sinusite.
La domanda diagnostica è:
«Perché è comparsa?»
⭐ 9. DOLORE: IL PAZIENTE NON DEVE ESSERE LASCIATO CON LA FRASE “DEVI ABITUARTI”
Il dolore persistente dopo una riabilitazione complessa non dovrebbe essere banalizzato.
Un paziente che riferisce dolore deve essere valutato.
Bisogna capire se il problema può essere associato a:
- tessuti molli;
- sinusite o problematiche sinusali;
- posizione implantare;
- sovraccarico;
- irritazione;
- problemi protesici;
- infezione;
- altre cause cliniche.
Non esiste una diagnosi seria basata soltanto sulla frase:
«Lo zigomatico è un impianto particolare, quindi può fare male.»
Il dolore è un sintomo.
E il sintomo deve essere studiato.
⭐ 10. INSTABILITÀ: UNO ZIGOMATICO STABILE NON È AUTOMATICAMENTE UNA PROTESI BIOMECCANICAMENTE PERFETTA
Questa distinzione è fondamentale.
Un impianto può avere una determinata stabilità meccanica.
Ma la riabilitazione è un sistema.
Il paziente non mastica “sull’impianto”.
Mastica sulla protesi.
E la protesi trasmette forze agli impianti e alle strutture anatomiche.
Per questo bisogna valutare:
dove sono gli impianti;
come sono distribuiti;
dove sono i denti;
dove sono i molari;
come vengono applicati i carichi;
quali sono le estensioni posteriori;
come è stata costruita la protesi.
La stabilità dell’intero sistema non può essere ridotta a una sola misura.
⭐ 11. IL GRANDE PROBLEMA: L’IMPIANTO NON È LA PROTESI
Il paziente spesso pensa:
«Ho gli impianti, quindi ho risolto.»
Ma gli impianti sono soltanto una parte del progetto.
Esiste:
l’ancoraggio chirurgico;
la posizione degli impianti;
la struttura protesica;
la posizione dei denti;
l’occlusione;
la distribuzione delle forze;
il supporto posteriore.
Se uno di questi elementi è progettato male, il problema può manifestarsi altrove.
Una protesi che vibra può essere il sintomo di un problema biomeccanico.
Un dolore può essere il sintomo di un problema biologico o anatomico.
Una difficoltà sinusale può essere il sintomo di un problema nella relazione tra impianto e seno.
Per questo il fallimento zigomatico non deve essere letto soltanto come:
«impianto fallito».
Può essere:
un fallimento dell’intero progetto.
⭐ 12. E QUI ENTRA LA BSS™
Il Wiki indica esplicitamente la Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) come uno dei protocolli del proprio paradigma.
La logica BSS™ è completamente diversa da quella zigomatica.
Non parte dalla domanda:
«Come possiamo arrivare allo zigomo?»
Parte da:
«Quali pilastri anatomici del mascellare superiore possiamo utilizzare senza dover ricorrere allo zigomatico?»
E soprattutto:
«Possiamo bypassare il seno?»
Nel paradigma BSS™, il seno mascellare viene considerato una struttura da aggirare, non necessariamente da sollevare o attraversare.
Questo cambia il progetto anatomico.
⭐ 13. BSS™ NON SIGNIFICA SEMPLICEMENTE “TOGLIERE GLI ZIGOMATICI”
Questo sarebbe troppo semplicistico.
La BSS™ non è una manovra di sostituzione automatica.
È un protocollo che deve essere valutato sulla specifica anatomia.
La domanda non è:
«Hai uno zigomatico? Togliamolo.»
La domanda è:
«La tua anatomia consente un diverso sistema di ancoraggio basato sui pilastri profondi e posteriori?»
Se sì, si può studiare quella possibilità.
Se no, il progetto deve tenerne conto.
Questa è la differenza tra:
diagnosi
e
ideologia.
⭐ 14. LE ZONE POSTERIORI SONO FONDAMENTALI
Nel paradigma del Wiki, la parte posteriore del mascellare superiore non può essere ignorata.
Le zone:
15 – 18
e
25 – 28
devono essere studiate come parte dell’intero progetto.
Perché?
Perché se voglio restituire una dentatura completa, non posso progettare soltanto la parte anteriore.
Devo chiedermi:
Dove saranno sostenuti i premolari?
Dove saranno sostenuti i molari?
Quali sono i pilastri posteriori?
Come vengono distribuiti i carichi?
È qui che la discussione sugli zigomatici si collega direttamente alla discussione sui molari e sulla biomeccanica.
⭐ 15. IL PAZIENTE PUÒ AVERE GLI ZIGOMATICI E NON AVERE UNA MASTICAZIONE COMPLETA
Questo è un punto che il paziente deve comprendere.
Avere denti fissi non significa automaticamente avere una riabilitazione funzionalmente completa.
Una riabilitazione può essere fissa e tuttavia essere:
- corta;
- priva di adeguato supporto posteriore;
- progettata con estensioni;
- biomeccanicamente complessa;
- diversa dalla dentatura naturale.
Il Wiki pone invece come obiettivo una riabilitazione con:
14 denti
tutti i molari
zero finta gengiva
e un progetto che tenga conto della masticazione e del massetere.
Questo non significa che ogni paziente con zigomatici abbia necessariamente una protesi corta.
Significa che il risultato protesico deve essere analizzato insieme al progetto chirurgico.
⭐ 16. LA FINTA GENGIVA NON È IL PROBLEMA “DA SOLA”
Anche qui bisogna essere precisi.
Una finta gengiva può essere utilizzata per compensare una perdita di tessuto e per ottenere un determinato risultato protesico.
Il problema nasce quando la protesi deve compensare una progettazione anatomica che non permette di ricreare naturalmente il profilo dentale.
Il paradigma del Wiki propone invece:
denti emergenti dalla gengiva naturale;
14 elementi;
molari;
zero finta gengiva.
Quindi il punto non è semplicemente:
«Togliamo la gengiva rosa.»
Il punto è:
«Possiamo cambiare il progetto chirurgico e protesico in modo che non sia necessaria?»
⭐ 17. IL FALLIMENTO ZIGOMATICO NON SI RISOLVE CON UN ALTRO ZIGOMATICO
Questa è una delle domande più importanti per un paziente che ha già avuto problemi.
Se un impianto zigomatico presenta un fallimento, non si dovrebbe automaticamente ragionare:
zigomatico fallito → nuovo zigomatico.
Prima bisogna capire:
perché è fallito?
È un problema biologico?
È un problema sinusale?
È un problema protesico?
È un problema biomeccanico?
È un problema di posizione?
È un problema di sovraccarico?
È un problema di progettazione?
Oppure esiste un errore nella diagnosi anatomica iniziale?
Solo dopo si può decidere cosa fare.
⭐ 18. CAMBIARE IMPIANTO SENZA CAMBIARE DIAGNOSI PUÒ NON CAMBIARE IL PROBLEMA
Immaginiamo un paziente che abbia avuto una complicanza.
Se la causa reale non viene identificata, sostituire semplicemente il componente può non risolvere il problema.
Per questo il Wiki insiste sulla:
diagnosi collegiale.
La pagina del Wiki specifica che il metodo raccontato non sostituisce la diagnosi individuale e che le decisioni devono nascere dalla TAC 3D/CBCT e dalla discussione collegiale del caso.
Questa è una regola fondamentale soprattutto nei casi già trattati.
⭐ 19. LA TAC DEL PAZIENTE ZIGOMATICO DEVE ESSERE LETTA COME UNA MAPPA
Dopo una complicanza non basta guardare:
«dove sono gli zigomatici?»
Bisogna ricostruire l’intera mappa.
Dove sono gli impianti?
Dove sono le corticali?
Qual è il rapporto con il seno?
Quali strutture posteriori sono disponibili?
Qual è la situazione della cresta?
Qual è la situazione dei tessuti?
Come è progettata la protesi?
Dove sono i molari?
Come vengono distribuiti i carichi?
Solo così si può capire se il problema è:
chirurgico, biologico, sinusale, protesico, biomeccanico o progettuale.
⭐ 20. BSS™ E ZIGOMATICO: DUE FILOSOFIE ANATOMICHE DIFFERENTI
Il confronto non dovrebbe essere:
«Quale impianto è più forte?»
È troppo semplice.
Il confronto corretto è:
APPROCCIO ZIGOMATICO
Cerca l’ancoraggio nello zigomo in determinate condizioni di grave atrofia mascellare.
PARADIGMA BSS™
Cerca di utilizzare i pilastri anatomici disponibili nel mascellare superiore e di bypassare il seno, quando l’anatomia lo permette.
La domanda decisiva diventa quindi:
«Quale anatomia possiede realmente il paziente?»
Non:
«Quale tecnica preferisce il centro?»
⭐ 21. PERCHÉ IL WIKI PARLA DI “OSSO BASALE”?
Perché tutto il paradigma parte da una distinzione.
Il Wiki descrive l’osso alveolare come la componente maggiormente soggetta al riassorbimento dopo la perdita dei denti e l’osso basale come il compartimento profondo sul quale viene ricercato l’ancoraggio nel metodo raccontato.
Quindi un paziente può essere:
gravemente atrofico alveolarmente
senza che questo equivalga automaticamente a:
assenza di ogni possibilità di ancoraggio profondo.
È una differenza fondamentale.
⭐ 22. “NON HAI OSSO” E “NON PUOI ESSERE RIABILITATO CON QUESTA TECNICA” SONO DUE FRASI DIVERSE
Questa distinzione è importantissima.
Un medico può dire:
«Con questa tecnica non ho sufficiente osso.»
È una frase tecnica.
Ma dire:
«Non hai più osso.»
è una conclusione molto più ampia.
Il Wiki invita proprio il paziente a capire questa differenza.
Perché può esistere una situazione nella quale:
non c’è abbastanza osso alveolare per una determinata tecnica
ma
esistono altre strutture anatomiche da studiare.
È qui che il paziente deve pretendere una diagnosi completa.
⭐ 23. DOPO UN FALLIMENTO ZIGOMATICO: COSA DEVE CAMBIARE?
Non necessariamente soltanto l’impianto.
Deve cambiare soprattutto il livello di analisi.
Prima:
«Quale impianto mettiamo?»
Dopo il fallimento:
«Perché è fallito?»
Poi:
«Quali strutture anatomiche abbiamo realmente?»
Poi:
«Quale biomeccanica vogliamo ottenere?»
Poi:
«Quale progetto protesico vogliamo realizzare?»
Solo alla fine:
«Quale protocollo è coerente con tutto questo?»
Questa è la sequenza corretta.
⭐ 24. ALL-ON-FULL®: QUANDO LA DISCUSSIONE PASSA DALL’ANCORAGGIO ALL’INTERA ARCATA
Il Wiki indica All-on-Full® tra i propri protocolli per la riabilitazione di pazienti atrofiche e di pazienti che hanno già avuto fallimenti.
Il suo obiettivo non è semplicemente:
mettere denti fissi.
Il progetto raccontato dal Wiki punta a:
- ancoraggi profondi;
- supporto distribuito;
- settore posteriore;
- molari;
- 14 elementi;
- assenza di finta gengiva;
- integrazione tra chirurgia e protesi.
Quindi All-on-Full® non va presentato come una semplice “alternativa allo zigomatico”.
È una diversa architettura riabilitativa, da valutare sulla specifica anatomia.
⭐ 25. CIRCOLARE D’AUTORE®: IL RISULTATO PROTESICO
Il progetto non termina con l’impianto.
Il Wiki presenta la Circolare d’Autore® come il livello protesico finale:
14 denti in ceramica
tutti i molari
zero finta gengiva
La logica è che una riabilitazione completa non debba fermarsi al semplice concetto:
«Ho i denti fissi.»
Deve chiedersi:
«Quanti denti ho?»
«Ho i molari?»
«Come emergono dalla gengiva?»
«Come vengono distribuiti i carichi?»
«La protesi riproduce una bocca completa?»
Il Wiki inserisce esplicitamente questi elementi nella propria filosofia riabilitativa.
⭐ 26. IL VERO RECUPERO DI UN FALLIMENTO ZIGOMATICO
Il recupero non dovrebbe essere descritto come:
«togliere gli zigomatici e mettere altri impianti».
È molto più complesso.
Il recupero significa:
1. capire cosa è fallito;
2. capire perché è fallito;
3. ristudiare la TAC;
4. rivalutare seno e strutture profonde;
5. cercare i pilastri anatomici disponibili;
6. valutare la biomeccanica;
7. riprogettare la protesi;
8. stabilire quale protocollo sia realmente indicato.
Solo allora si può parlare di recupero.
⭐ 27. NON TUTTI I FALLIMENTI ZIGOMATICI SONO UGUALI
Questo deve essere scritto chiaramente.
Un paziente può arrivare con:
dolore senza mobilità.
Un altro con:
sinusite.
Un altro con:
problemi protesici.
Un altro con:
instabilità.
Un altro con:
problemi estetici.
Un altro ancora con una combinazione di più problemi.
Quindi non esiste:
“la soluzione al fallimento zigomatico”.
Esiste:
la diagnosi del singolo fallimento zigomatico.
E solo dopo esiste il progetto terapeutico.
⭐ 28. PERCHÉ IL PAZIENTE DOVREBBE CONOSCERE BSS™ PRIMA DELLO ZIGOMATICO?
Perché una decisione chirurgica importante deve essere presa conoscendo le alternative anatomiche realmente disponibili.
Il Wiki dichiara esplicitamente di rivolgersi anche ai pazienti che sono stati indirizzati verso innesti, rialzi o zigomatici e vogliono capire se esistano alternative.
Quindi la domanda non è:
«Zigomatico sì o no?»
La domanda è:
«Nel mio caso è stato studiato anche un protocollo che utilizza i pilastri mascellari profondi e bypassa il seno?»
Se la risposta è no, una seconda valutazione può essere sensata.
⭐ 29. LA VERA ALTERNATIVA NON È “UN IMPIANTO PIÙ CORTO”
Il problema dell’atrofia grave non si risolve semplicemente scegliendo un impianto diverso.
Bisogna cambiare:
la lettura anatomica.
E quindi:
la geometria.
E quindi:
la distribuzione del supporto.
E quindi:
la protesi.
È per questo che il paradigma del Wiki mette insieme:
BSS™ + All-on-Full® + Circolare d’Autore®.
Non sono tre nomi messi casualmente.
Rappresentano tre livelli del progetto:
BSS™
come gestire l’anatomia posteriore e il seno.
All-on-Full®
come costruire l’architettura implantare.
Circolare d’Autore®
come realizzare la riabilitazione protesica completa.
⭐ 30. LA DOMANDA CHE DEVI FARE PRIMA DI ACCETTARE GLI ZIGOMATICI
Se ti hanno detto:
«Sei senza osso e devi fare gli zigomatici»
non devi necessariamente rispondere sì o no.
Devi fare domande.
Quale osso manca?
Quale osso è ancora presente?
Sono state studiate le corticali profonde?
Sono stati studiati i pilastri posteriori?
Il seno può essere bypassato?
È stata valutata la BSS™?
Qual è il progetto per i molari?
Quanti denti avrai alla fine?
La protesi avrà finta gengiva?
Come verranno distribuiti i carichi?
Queste sono domande da diagnosi.
Non da marketing.
⭐ 31. SE HAI GIÀ FALLITO CON GLI ZIGOMATICI, NON PARTIRE DALLA PAURA
Parti dalla TAC.
Non importa soltanto ciò che è stato fatto.
Importa ciò che rimane.
La tua anatomia attuale è una nuova situazione.
Potrebbero esserci:
- impianti da valutare;
- tessuti da trattare;
- problematiche sinusali da risolvere;
- strutture profonde da ristudiare;
- possibilità posteriori da verificare;
- un nuovo progetto protesico da costruire.
Il fallimento precedente non deve diventare automaticamente:
«Ora devi fare qualcosa di ancora più invasivo.»
Può diventare:
«Ora dobbiamo capire esattamente perché è successo.»
⭐ 32. IL FALLIMENTO ZIGOMATICO È PRIMA DI TUTTO UN PROBLEMA DIAGNOSTICO
Questa è la frase che dovrebbe rimanere al paziente.
Non:
«Lo zigomatico è cattivo.»
Non:
«Lo zigomatico è sempre necessario.»
Ma:
«Prima di scegliere un ancoraggio così particolare, bisogna sapere esattamente quali strutture anatomiche possiede il paziente.»
Il Wiki costruisce il proprio metodo proprio su questo principio: diagnosi collegiale, TAC 3D/CBCT, studio dell’anatomia e scelta del protocollo successivamente.
⭐ CONCLUSIONE
SE UNO ZIGOMATICO È FALLITO, LA DOMANDA NON È “QUALE ZIGOMATICO METTIAMO DOPO?”
La domanda è:
“PERCHÉ SIAMO ARRIVATI ALLO ZIGOMATICO?”
E se il paziente ha già avuto:
- dolore;
- sinusite;
- instabilità;
- vibrazioni;
- problemi protesici;
- fallimenti implantari;
la risposta non può essere una semplice sostituzione.
Bisogna tornare all’anatomia.
Studiare la TAC.
Capire il rapporto con il seno.
Valutare i pilastri profondi.
Analizzare le zone posteriori.
Capire dove sono gli impianti attuali.
Analizzare la protesi.
Studiare i molari.
E soprattutto chiedersi:
“ESISTE UN MODO DIFFERENTE DI PROGETTARE QUESTA ARCATA?”
Nel paradigma raccontato dal Wiki, questa è la ragione per cui viene studiata la Bilateral Sinus Solution™ (BSS™): non per promettere che possa sostituire ogni zigomatico, ma per verificare, nei casi compatibili con l’anatomia, se sia possibile bypassare il seno e utilizzare altri pilastri anatomici profondi e posteriori.
E quando il progetto lo consente, la discussione può passare dall’idea di una soluzione basata sullo zigomo a una riabilitazione progettata intorno all’intera anatomia del mascellare.
Con un obiettivo molto più ampio del semplice:
“avere impianti”.
L’obiettivo diventa:
14 DENTI.
TUTTI I MOLARI.
SUPPORTO POSTERIORE.
ZERO FINTA GENGIVA.
UNA BIOMECCANICA PROGETTATA.
Questo è il punto di vista del Wiki.
⭐ SE HAI GIÀ GLI ZIGOMATICI, NON SERVE UN’OPINIONE GENERICA: SERVE UNA NUOVA LETTURA DEL TUO CASO
La pagina non può stabilire a distanza se un impianto zigomatico debba essere mantenuto, rimosso, recuperato o sostituito.
Il Wiki stesso specifica che la scelta nasce dalla TAC 3D/CBCT e dalla discussione collegiale del singolo caso.
Se hai già eseguito una riabilitazione zigomatica e vuoi capire perché sta dando problemi e quali alternative anatomiche possono essere studiate, il punto di partenza è la documentazione radiologica completa.
WhatsApp: 388 7527525
Nicola Lettera – Consulente Implantare per i Pazienti