Conversione Protesi da All‑on‑4 / All‑on‑6 / ad AllonFull

⭐ Conversione da All-on-4® e All-on-6® ad All-on-Full® a Milano: quando cambiare protesi significa ripensare il progetto

Hai già una All-on-4®.

Oppure una All-on-6.

Hai i denti fissi, ma qualcosa non ti convince.

Forse non hai i molari che vorresti.

Forse hai una grande quantità di finta gengiva.

Forse la protesi è lunga e ti sembra poco naturale.

Forse mastichi, ma senti che la riabilitazione non assomiglia alla dentatura che avevi prima.

Forse hai avuto problemi, vibrazioni, fratture o un fallimento.

Oppure semplicemente ti sei posto una domanda:

«Se oggi esiste un modo diverso di progettare la mia arcata, posso passare dalla mia vecchia All-on-4® o All-on-6® a un progetto All-on-Full®?»

È esattamente questa la domanda alla quale è dedicata questa pagina.

Ma bisogna chiarire subito una cosa:

conversione non significa automaticamente togliere tutti gli impianti e ricominciare da zero.

E non significa nemmeno che ogni All-on-4® o All-on-6® possa essere trasformata in All-on-Full®.

Significa:

studiare ciò che hai, studiare ciò che manca e verificare se la tua anatomia permette una nuova progettazione.

Questo è il vero significato della conversione.


⭐ All-on-4® e All-on-6®: avere i denti fissi non significa aver esaurito le possibilità

Una persona che porta una All-on-4® può dire:

«Io ho già risolto: ho i denti fissi.»

Ed è vero.

Ma la domanda successiva può essere:

«Questa è l’unica progettazione possibile per la mia bocca?»

Sono due domande completamente diverse.

Una riguarda la stabilità della protesi attuale.

L’altra riguarda il potenziale anatomico della bocca.

Il Wiki nasce proprio da questo cambio di prospettiva: non fermarsi alla diagnosi “senza osso”, ma distinguere tra osso alveolare e strutture profonde e basali e chiedersi quali pilastri anatomici siano realmente disponibili.


⭐ La conversione non parte dalla vecchia protesi: parte dalla TAC

Questo è il punto più importante.

Se vuoi sapere se puoi passare da All-on-4® o All-on-6® ad All-on-Full®, non basta guardare la tua protesi.

E non basta nemmeno sapere:

«Ho quattro impianti.»

oppure:

«Ho sei impianti.»

Bisogna sapere:

  • dove sono gli impianti;
  • in quale osso sono ancorati;
  • quale anatomia è ancora disponibile;
  • quali pilastri posteriori possono essere utilizzati;
  • quale supporto esiste nelle zone profonde;
  • quale estensione può essere progettata;
  • quali condizioni biologiche presenta il caso;
  • quale rapporto esiste tra impianti attuali e nuovo progetto.

Per questo il Wiki è categorico sul metodo:

TAC 3D/CBCT → diagnosi → discussione collegiale → protocollo.

Non il contrario.


⭐ La domanda non è “quanti impianti hai?”

Questa è una delle prime cose che il paziente deve capire.

Un’All-on-4® ha quattro impianti.

Un’All-on-6® ne ha sei.

Ma il semplice numero non racconta tutta la biomeccanica.

Perché quattro impianti posizionati in una determinata geometria sono una cosa.

Sei impianti posizionati in un’altra geometria sono un’altra.

E un progetto che utilizza anche pilastri posteriori profondi appartiene a un altro paradigma ancora.

Il Wiki infatti descrive l’All-on-Full® non come una semplice All-on-4® “con più impianti”, ma come una progettazione che ricerca supporti anteriori e posteriori e un’ancoraggio più profondo quando l’anatomia lo consente.


⭐ Il vero problema può essere dove sono gli impianti, non quanti sono

Immagina una casa.

Puoi avere quattro colonne.

Oppure sei colonne.

Ma se tutte le colonne sono concentrate nella stessa zona, la struttura non equivale automaticamente a una struttura con appoggi distribuiti lungo tutto il perimetro.

In implantologia il principio biomeccanico generale è analogo:

la posizione dei supporti conta quanto il loro numero.

E quando vuoi riportare i denti molto posteriormente, la domanda diventa ancora più importante:

dove sono i pilastri posteriori?


⭐ Perché il Wiki insiste sulle zone posteriori?

Perché il paziente che perde i denti spesso perde progressivamente anche il volume dell’osso alveolare.

Il Wiki distingue questo osso dalle strutture basali e profonde, che considera una risorsa anatomica da ricercare nei protocolli di implantologia basale.

Quindi una diagnosi che dice:

«non c’è abbastanza osso per mettere gli impianti nella posizione tradizionale»

non esaurisce necessariamente la domanda.

La domanda successiva è:

«Quale osso è rimasto?»

E soprattutto:

«Dove si trova?»


⭐ È qui che nasce il passaggio ad All-on-Full®

Nel paradigma raccontato dal Wiki, l’All-on-Full® nasce proprio dalla ricerca di una geometria implantare diversa.

Il principio non è:

«Mettiamo semplicemente altri impianti.»

Il principio è:

«Cerchiamo i pilastri anatomici che permettono di costruire un’arcata più completa.»

Il Wiki descrive infatti una configurazione con pilastri posteriori nelle zone 18 e 28, ulteriori pilastri nelle zone 15 e 25 e impianti anteriori aggiuntivi secondo l’anatomia residua.

Questa è la logica che distingue il progetto.


⭐ Il passaggio fondamentale: dall’osso alveolare all’osso profondo

Se una persona ha perso i denti molti anni fa, è possibile che l’osso alveolare abbia subito una marcata atrofia.

Ed è proprio qui che molti pazienti sentono:

«Non hai più osso.»

Il Wiki contesta questa formulazione quando viene utilizzata come descrizione totale dell’anatomia.

Il suo paradigma distingue:

Osso alveolare

quello associato ai denti e soggetto al riassorbimento dopo la loro perdita.

Osso basale e corticale profondo

quello che il Wiki considera il vero scheletro portante del massiccio facciale e sul quale vengono ricercati gli ancoraggi dei protocolli basali.

Da qui nasce la frase fondamentale del Wiki:

«Smettere di ragionare per tecniche e iniziare a ragionare per ossa.»


⭐ Quindi posso convertire la mia All-on-4®?

La risposta seria è:

può essere possibile in alcuni casi, ma non è automatico.

Dipende dalla tua anatomia.

Dipende dalla posizione degli impianti esistenti.

Dipende dalle loro condizioni.

Dipende dalla presenza dei pilastri posteriori.

Dipende dalla possibilità di costruire un nuovo supporto.

Dipende dall’obiettivo protesico.

E dipende dalla diagnosi.

La pagina del servizio indica espressamente la conversione da All-on-4® / All-on-6® ad All-on-Full® come uno dei percorsi di cambio protesi del Network.


⭐ Non significa necessariamente buttare via tutto

Questo deve essere chiarissimo.

Se hai già quattro o sei impianti, non bisogna partire dalla conclusione:

«Vanno tolti.»

Prima bisogna capire se possono:

  • essere mantenuti;
  • essere integrati;
  • essere utilizzati nella nuova progettazione;
  • oppure, se necessario, essere sostituiti.

La decisione nasce dalla diagnosi.

Non dal nome della tecnica.

Non dal numero degli impianti.

Non dalla volontà di “fare All-on-Full®” a tutti i costi.


⭐ Il vero obiettivo della conversione: cambiare architettura

Questa è la parte più importante della pagina.

Se il paziente ha una vecchia All-on-4® e vuole semplicemente una protesi nuova identica alla precedente, siamo davanti a una normale sostituzione protesica.

Ma se il paziente dice:

«Voglio capire se posso recuperare i molari.»

«Voglio eliminare la finta gengiva.»

«Voglio una protesi più naturale.»

«Voglio capire se posso avere 14 denti.»

allora non stiamo più parlando soltanto di cambio protesi.

Stiamo parlando di:

conversione del progetto.


⭐ Da una protesi corta a un’arcata completa

Uno degli obiettivi dichiarati dal Wiki è restituire:

14 denti in ceramica, tutti i molari.

Questo cambia completamente la discussione.

Perché non basta dire:

«Aggiungiamo i molari alla protesi che hai.»

Bisogna domandarsi:

«Dove sosteniamo quei molari?»

E qui ritorna la biomeccanica.


⭐ Il molare non può essere trattato come una semplice estensione

Un dente posteriore è sottoposto a forze importanti.

Il Wiki insiste sul rapporto tra:

  • molari;
  • massetere;
  • vettori di forza;
  • pilastri posteriori;
  • geometria implantare.

Quindi il recupero dei molari non consiste nel prolungare semplicemente una struttura esistente.

Se il supporto termina troppo anteriormente, l’estensione posteriore può creare una situazione biomeccanica diversa.

Per questo la conversione ad All-on-Full® deve essere pensata a partire dai supporti, non dai denti che vuoi disegnare alla fine.


⭐ Finta gengiva: perché vuoi eliminarla?

Questa è un’altra domanda fondamentale.

Molti pazienti arrivano con una protesi che contiene una quantità importante di gengiva artificiale.

E chiedono:

«Possiamo toglierla?»

La risposta non dovrebbe essere:

«Sì, la tagliamo.»

La domanda deve essere:

«Perché quella gengiva artificiale è stata necessaria?»

Potrebbe compensare:

  • perdita di volume;
  • posizione degli impianti;
  • rapporto tra cresta e denti;
  • necessità protesiche;
  • limiti del progetto originario.

Se vuoi eliminarla realmente, bisogna capire se è possibile cambiare la geometria che l’ha resa necessaria.


⭐ All-on-Full® e Zero Gengiva Finta

Nel paradigma Wiki, l’All-on-Full® viene collegato a un obiettivo protesico molto preciso:

14 denti, tutti i molari, senza finta gengiva.

Ma ancora una volta:

non significa che ogni paziente possa automaticamente ottenere questo risultato.

Significa che questo è l’obiettivo progettuale quando l’anatomia permette di costruirlo.

È una differenza fondamentale tra:

promessa commerciale

e

progetto clinico da verificare.


⭐ Conversione All-on-4® → All-on-Full®: cosa cambia realmente?

Vediamolo in modo semplice.

Prima

All-on-4®

  • quattro impianti;
  • configurazione convenzionale;
  • protesi full-arch;
  • estensione posteriore determinata dal progetto;
  • eventuale finta gengiva.

Dopo

All-on-Full®

  • ricerca dei pilastri anatomici posteriori;
  • utilizzo di strutture profonde quando indicate;
  • supporto più distribuito;
  • obiettivo di 14 elementi;
  • recupero dei molari;
  • obiettivo Zero Gengiva Finta.

La differenza fondamentale è quindi:

non quanti impianti hai, ma come viene progettato il sostegno dell’intera arcata.


⭐ Conversione All-on-6® → All-on-Full®: stesso principio

Anche con sei impianti la domanda rimane:

dove sono?

Un’All-on-6® non è automaticamente equivalente a un progetto All-on-Full®.

Perché l’All-on-Full® non viene definito semplicemente dal numero.

Viene definito dalla ricerca di una geometria anatomica più completa, con particolare attenzione ai pilastri posteriori e profondi quando disponibili.

Quindi anche chi ha già sei impianti può chiedere:

«La mia anatomia permette un progetto diverso?»


⭐ E se la vecchia All-on-4® funziona perfettamente?

Anche qui bisogna essere seri.

Se una riabilitazione funziona, è stabile e soddisfa il paziente, non esiste una ragione automatica per cambiarla soltanto perché esiste un’altra tecnica.

La conversione ha senso quando c’è una necessità o un obiettivo concreto, per esempio:

  • protesi deteriorata;
  • problemi estetici;
  • mancanza di molari;
  • finta gengiva non desiderata;
  • problemi biomeccanici;
  • fallimenti;
  • necessità di una nuova progettazione;
  • desiderio di rivalutare il supporto anatomico.

Non si cambia una riabilitazione funzionante per moda.

Si valuta se esiste un beneficio concreto e realizzabile.


⭐ E se la mia All-on-4® ha fallito?

Qui la conversione assume un significato ancora più importante.

Perché dopo un fallimento la domanda non dovrebbe essere:

«Quale protesi mettiamo adesso?»

Ma:

«Perché la precedente ha fallito?»

Il menu del Network dedica infatti sezioni specifiche ai fallimenti All-on-4® e All-on-6®, indicando tra gli aspetti da analizzare:

  • sovraccarico;
  • protesi corta;
  • mancanza di molari;
  • leva;
  • vibrazioni;
  • pilastri anteriori sovraccaricati;
  • posizione dei posteriori;
  • problemi biomeccanici.

Questi elementi non devono essere trattati come una diagnosi automatica.

Devono essere domande da verificare nel singolo caso.


⭐ Dopo un fallimento non devi necessariamente ripetere lo stesso schema

Questo è uno dei concetti più forti del Wiki.

Se una progettazione precedente ha creato un problema, la prima cosa da evitare è riprodurre automaticamente lo stesso schema senza capire cosa sia successo.

La domanda deve essere:

quale elemento della vecchia biomeccanica deve essere cambiato?

Potrebbe essere:

  • il supporto;
  • la distribuzione;
  • l’estensione;
  • il rapporto tra denti e impianti;
  • la posizione posteriore;
  • la progettazione protesica.

Solo dopo questa analisi si può parlare di conversione.


⭐ La conversione non è una “seconda All-on-4®”

Se hai già fallito un protocollo convenzionale, non avrebbe senso pensare:

«Rifacciamo la stessa cosa, ma questa volta meglio.»

A volte potrebbe essere corretto.

Ma in altri casi la domanda deve essere:

«Possiamo cambiare paradigma?»

Ed è qui che il Wiki introduce l’implantologia basale e l’All-on-Full®.

Non come soluzione automatica per tutti.

Ma come alternativa progettuale da verificare nei casi idonei.


⭐ L’All-on-Full® non nasce dalla necessità di mettere più impianti

Questo deve essere chiarissimo.

Il concetto è:

utilizzare meglio l’anatomia disponibile.

Il Wiki descrive il progetto All-on-Full® attraverso pilastri posteriori e anteriori e una distribuzione perimetrale del supporto.

Quindi:

più impianti ≠ automaticamente All-on-Full®.

La differenza è nella geometria.


⭐ Il supporto posteriore cambia la domanda biomeccanica

Se vuoi una dentatura fino ai secondi molari, devi ragionare posteriormente.

Questo significa studiare:

  • tuber;
  • regioni pterigoidee;
  • corticali profonde;
  • zone 18 e 28;
  • zone 15 e 25;
  • relazione con il seno mascellare;
  • anatomia residua anteriore.

Il Wiki presenta proprio queste zone come parte della progettazione del supporto All-on-Full® e dei protocolli basali.

È qui che il paziente comprende finalmente una cosa:

il molare non si aggiunge alla fine.

Il molare si progetta dall’inizio, perché bisogna sapere dove verrà sostenuto.


⭐ All-on-Full® non significa “impianti inclinati ovunque”

Anche questo va spiegato correttamente.

Il Wiki distingue diversi protocolli e diverse geometrie.

Non bisogna confondere l’All-on-Full® con la BSS™.

La Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) utilizza, nei propri schemi descritti dal Network, pilastri posteriori e impianti pterigoidei con una specifica geometria anatomica.

L’All-on-Full® viene invece presentato come protocollo basato sulla ricerca di pilastri posteriori e profondi e sull’integrazione con il supporto anteriore.

Sono protocolli differenti.

La cosa che li accomuna è il principio fondamentale del Wiki:

non fermarsi alla sola cresta alveolare quando l’anatomia profonda offre altre possibilità da valutare.


⭐ E se mi hanno detto che devo fare un rialzo?

La conversione può diventare particolarmente interessante quando il problema della vecchia riabilitazione è legato al mascellare posteriore.

Il Wiki propone la Bilateral Sinus Solution™ come protocollo distinto per il mascellare superiore atrofico, basato sul bypass del seno e sulla ricerca di pilastri posteriori profondi.

Quindi la valutazione può diventare:

All-on-Full® per la progettazione dell’arcata

più

BSS™ quando l’anatomia posteriore richiede il bypass del seno secondo il protocollo specifico.

Non sono sinonimi.

Sono strumenti diversi all’interno dello stesso paradigma anatomico.


⭐ La vera conversione è questa

Non:

vecchia protesi → nuova protesi.

Ma:

vecchia progettazione → nuova diagnosi → nuova progettazione → nuova protesi.

Questo è il cuore della pagina.


⭐ Cosa può cambiare concretamente?

Quando il caso è idoneo, l’obiettivo del percorso può essere quello di passare da:

All-on-4®

a

All-on-Full®

con una nuova progettazione orientata a:

  • supporto posteriore;
  • molari;
  • arcata completa;
  • distribuzione dei carichi;
  • estetica naturale;
  • eliminazione della finta gengiva quando possibile.

Il Wiki indica infatti come risultato protesico:

14 denti in ceramica, tutti i molari e zero finta gengiva.


⭐ Ma posso mantenere i miei vecchi impianti?

È una delle prime cose che deve essere verificata.

La risposta non è:

sì sempre.

E non è:

no sempre.

Dipende da:

  • condizioni degli impianti;
  • posizione;
  • stabilità;
  • integrazione;
  • relazione con il nuovo progetto;
  • anatomia circostante;
  • necessità di nuovi pilastri.

La conversione deve quindi essere progettata caso per caso.


⭐ E se ho ancora una protesi provvisoria?

Ancora più importante.

Non bisogna aspettare necessariamente il problema definitivo per rivalutare il progetto.

Se la protesi attuale è provvisoria e il paziente non è soddisfatto di:

  • estetica;
  • estensione;
  • molari;
  • finta gengiva;
  • comfort;

può essere utile discutere il progetto prima di procedere con il definitivo.

Perché una volta realizzato un definitivo sulla vecchia architettura, cambiare nuovamente può essere più complesso.


⭐ La conversione può essere anche una seconda opinione

Molti pazienti arrivano dopo aver sentito:

«Questa è l’unica soluzione.»

Il Wiki invita a fare un passo indietro.

Non per dire che quella soluzione sia necessariamente sbagliata.

Ma per chiedere:

«È davvero l’unica soluzione compatibile con la mia anatomia?»

Una seconda valutazione può servire proprio a questo.

A confrontare:

progetto attuale

con

possibili alternative anatomiche.


⭐ Il paziente deve portare la TAC, non soltanto la protesi

Se vuoi capire se sei candidato a una conversione, la documentazione più importante è quella che permette di studiare l’anatomia.

Il Wiki indica espressamente la TAC 3D / CBCT come base della valutazione individuale.

La protesi racconta quello che è stato fatto.

La TAC aiuta a capire:

perché è stato fatto così e cosa potrebbe essere possibile fare diversamente.


⭐ La domanda decisiva

Se hai già una All-on-4® o una All-on-6®, non devi chiedere soltanto:

«Posso cambiarla?»

Devi chiedere:

«La mia anatomia permette di trasformare la mia riabilitazione in un progetto All-on-Full®?»

E poi:

«Posso recuperare i molari?»

«Posso eliminare la finta gengiva?»

«Posso arrivare a 14 denti?»

«Quali pilastri posteriori posso utilizzare?»

«Gli impianti che ho possono essere mantenuti?»

«Quale parte del vecchio progetto deve essere cambiata?»

Queste sono le domande che contano.


⭐ Da All-on-4® a All-on-Full®: non è una gara tra tecniche

Non bisogna trasformare il confronto in:

All-on-4® cattiva

contro

All-on-Full® buona.

Sarebbe troppo semplice e soprattutto non sarebbe il vero messaggio del Wiki.

Il vero confronto è:

progettazione convenzionale

contro

progettazione anatomica avanzata quando indicata.

L’All-on-4® può avere le proprie indicazioni.

L’All-on-6® può avere le proprie indicazioni.

Ma quando il paziente ha esigenze diverse — per esempio recuperare i molari, ridurre la componente gengivale artificiale o affrontare un’atrofia severa — può essere necessario valutare un paradigma differente.


⭐ La conversione è soprattutto un cambio di domanda

Prima:

«Come facciamo a mantenere questa protesi?»

Dopo:

«Quale protesi possiamo costruire se ripensiamo il supporto?»

Prima:

«Quanti impianti ho?»

Dopo:

«Dove sono i miei pilastri anatomici?»

Prima:

«Quanto osso alveolare mi è rimasto?»

Dopo:

«Quale osso profondo e quali corticali sono disponibili?»

Prima:

«Come posso aggiungere i molari?»

Dopo:

«Dove posso creare il supporto dei molari?»

Questo è il cambio di paradigma.


⭐ L’obiettivo finale: una riabilitazione che assomigli davvero a una dentatura

Il Wiki pone un obiettivo estremamente chiaro:

14 denti in ceramica.

Tutti i molari.

Zero finta gengiva.

E questo significa che la protesi non deve essere considerata soltanto come qualcosa che “sta ferma”.

Deve essere progettata in rapporto alla funzione.

Il paziente deve poter comprendere:

  • dove sono gli incisivi;
  • dove sono i canini;
  • dove sono i premolari;
  • dove sono i molari;
  • dove sono i pilastri;
  • come vengono distribuiti i carichi;
  • perché la protesi ha quella forma.

⭐ Quando ha senso chiedere una conversione?

Può avere senso chiedere una rivalutazione quando:

  • hai una vecchia All-on-4®;
  • hai una All-on-6® che non ti soddisfa;
  • non hai i molari che desideri;
  • hai una grande finta gengiva;
  • vuoi un’estetica più naturale;
  • hai avuto un problema implantare o protesico;
  • vuoi capire se esiste un progetto più completo;
  • ti è stato detto che non puoi avere una riabilitazione più estesa;
  • vuoi un secondo parere prima del definitivo.

Non significa che la conversione sia sempre possibile.

Significa che vale la pena verificare.


⭐ Quando NON bisogna promettere una conversione

Questo è altrettanto importante.

Non è serio dire:

«Qualunque All-on-4® può diventare All-on-Full®.»

Non è serio dire:

«Tutti possono avere 14 denti.»

Non è serio dire:

«Basta togliere la finta gengiva.»

Non è serio dire:

«Gli impianti vecchi vanno sempre tolti.»

Il metodo del Wiki impone invece una sequenza:

TAC → anatomia → diagnosi collegiale → progetto.

Soltanto dopo si può sapere se la conversione è realmente praticabile.


⭐ Se sei stato già operato, non sei obbligato a smettere di fare domande

Questo è forse il messaggio più importante per chi arriva a questa pagina.

Hai già una All-on-4®?

Hai già una All-on-6®?

Hai già una Toronto?

Hai già una protesi con finta gengiva?

Hai già avuto un fallimento?

Non significa che devi accettare automaticamente che:

«ormai è così».

Puoi chiedere:

«Qual è la mia anatomia oggi?»

«Quali strutture posso ancora utilizzare?»

«Esiste un progetto diverso?»

E soltanto dopo decidere.


⭐ Conversione All-on-4® / All-on-6® → All-on-Full® a Milano

La conversione, nel paradigma del Wiki, è quindi un percorso in quattro passaggi:

1. Analizzare la riabilitazione esistente

Cosa è stato fatto?

Dove sono gli impianti?

Quali denti sono stati restituiti?

Quanto è presente la finta gengiva?


2. Analizzare l’anatomia attuale

TAC 3D/CBCT.

Osso alveolare.

Osso basale e corticale profondo.

Pilastri anteriori e posteriori.

Rapporti anatomici.


3. Verificare se esiste un nuovo progetto

Possibilità di mantenere gli impianti esistenti.

Possibilità di integrarli.

Possibilità di aggiungere nuovi pilastri.

Possibilità di progettare una nuova distribuzione.


4. Progettare la nuova protesi

Quando il caso lo consente:

14 denti.

Molari.

Estetica naturale.

Zero Gengiva Finta.

Circolare d’Autore®.


⭐ Il vero significato di “conversione”

La parola più importante di questa pagina è proprio:

CONVERSIONE

Perché conversione non significa semplicemente:

cambiare denti.

Significa:

cambiare il modo in cui viene pensato il caso, quando la diagnosi dimostra che esiste una possibilità concreta di farlo.

È passare da:

«Questa è la protesi che posso avere.»

a:

«Vediamo cosa permette realmente la mia anatomia.»


⭐ Se hai già un’All-on-4®, non fermarti al numero quattro

Se hai già un’All-on-6®, non fermarti al numero sei.

Guarda:

dove sono gli impianti.

Guarda:

dove sono i molari.

Guarda:

dove sono i pilastri posteriori.

Guarda:

quanta finta gengiva è stata necessaria.

Guarda:

quale osso è stato realmente utilizzato.

E soprattutto chiedi:

«La mia bocca è stata progettata sulla mia anatomia o la mia anatomia è stata adattata alla tecnica?»

Questa è la domanda che cambia tutto.


⭐ Il punto di vista categorico del Wiki

Il Wiki parte da un principio radicale:

smettere di ragionare per tecniche e iniziare a ragionare per ossa.

Per un paziente già portatore di All-on-4® o All-on-6®, questo significa:

non considerare la protesi attuale come il punto finale della storia.

Considerarla come il punto di partenza della nuova diagnosi.

Se l’anatomia consente un progetto differente, si può valutare una conversione.

Se non lo consente, si deve dire chiaramente.

Ma la risposta deve arrivare dalla TAC e dall’anatomia, non da una frase pronunciata prima di aver studiato il caso.


⭐ Da All-on-4® ad All-on-Full®: la domanda finale

Non chiederti soltanto:

«Posso avere una protesi nuova?»

Chiediti:

«Posso avere una riabilitazione diversa?»

Non:

«Posso avere denti più belli?»

Ma:

«Posso avere un’arcata più completa?»

Non:

«Posso togliere la finta gengiva?»

Ma:

«Posso progettare una riabilitazione nella quale non sia necessaria?»

Non:

«Posso aggiungere i molari?»

Ma:

«Dove possiamo creare il supporto posteriore dei molari?»

Ed è proprio qui che la conversione da All-on-4® / All-on-6® ad All-on-Full® assume il suo vero significato.


⭐ CONVERSIONE ALL-ON-4® / ALL-ON-6® → ALL-ON-FULL® A MILANO

Hai già una protesi fissa ma non sei soddisfatto?

Hai una All-on-4® o una All-on-6®?

Ti mancano i molari?

Hai una grande finta gengiva?

Vuoi capire se è possibile arrivare a una riabilitazione di 14 denti?

Hai avuto un fallimento e vuoi sapere se esiste un progetto biomeccanicamente diverso?

La domanda non è se “rifare la protesi”.

La domanda è:

SE LA TUA ANATOMIA PERMETTE DI RIPROGETTARE L’INTERA ARCATA.

La valutazione parte dalla TAC 3D / CBCT, dallo studio dell’anatomia e dalla discussione collegiale del caso. Il Wiki precisa che i suoi contenuti descrivono un metodo e non sostituiscono la diagnosi clinica individuale.

Nicola Lettera – Consulente Implantare per i Pazienti

WhatsApp: 388 7527525

Protocolli del Network: All-on-Full® · Bilateral Sinus Solution™ (BSS™) · Circolare d’Autore®.

SOS NICOLA LETTERA