Capitolo 2 — La Squadra

L'implantologia basale non è una tecnica da dentista generico: è chirurgia maxillo-facciale. Serve chi l'anatomia umana l'ha studiata davvero, sezionando cadaveri.

C'è una ragione per cui quasi tutti lavorano solo sull'osso alveolare: è l'osso più facile, quello più vicino alla superficie, quello che si impara in un weekend di corso. L'osso basale è un'altra cosa: è profondo, circondato da strutture nobili (nervi, vasi, seni paranasali), e richiede una preparazione che non si improvvisa.

Perché servono chirurghi maxillo-facciali

Il maxillo-facciale è il medico che ha studiato l'intero massiccio facciale, non solo la bocca. È quello che ha sezionato cadaveri, che conosce le zone posteriori del mascellare superiore centimetro per centimetro, che sa dove passano i nervi e dove si può ancorare un impianto lungo oltre 2 centimetri in sicurezza. È la differenza tra un intervento fatto bene e un intervento fatto alla cieca.

La regola del Network. Nessun paziente è affidato al caso. Ogni caso entra in una diagnosi collegiale e viene operato dal chirurgo più adatto per quella specifica riabilitazione.

La formazione continua

I medici del Network si formano sui corsi di dissezione su cadavere: lì si studia l'osso vero, non le simulazioni. È l'unico modo per padroneggiare gli ancoraggi BSS™ — gli impianti che superano i seni mascellari — e il protocollo All-on-Full®.

Chi fa cosa

Il prossimo gradino è capire come, concretamente, un caso viene valutato: la diagnosi collegiale.

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Invia la tua TAC o panoramica: la diagnosi collegiale è gratuita e senza impegno.

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